recensione film “La la land”

Scritto e diretto da Damien Chazelle, “La La Land” è un film del 2016, che ha incontrato un enorme successo di pubblico, ma anche della critica.

Delle 14 candidature ai Premi Oscar, ne ha vinti sei, mentre ai Golden Globe 2017 ha vinto sette premi su sette, ricevendo inoltre undici candidature per i premi BFTA e vincendone cinque; La la land ha così ottenuto il primato per il film che ha vinto più premi nella storia dei Golden Globe.

Ciò che sulle prime colpisce di esso sono la musica ed i balli.

Il suo titolo è tanto semplice quanto geniale (riprende un po’ il verso che gli adulti fanno ai bambini quando giocano con loro canticchiando) e svela da sé uno dei temi clou del film: la musica.

Si tratta di una rivisitazione della tipica storia d’amore hollywoodiana; questa è ambientata a Los Angeles; un’aspirante attrice, Mia (Emma Stone), ed un pianista jazz, Sebastian (Ryan Gosling), ne sono i protagonisti.

Lei lavora in un bar, mentre lui suona nei ristoranti nel più totale anonimato; i due si incontrano spesso casualmente; sin dai primi incontri tra loro vi è un’attrazione che passa attraverso gli occhi; quasi subito scoprono di condividere una grande passione per i loro sogni ed il pressante desiderio  di realizzarli sui palchi della splendida Hollywood, ma ciò non sarà funzionale alla loro storia d’amore. E’, infatti, proprio quando tutto sembra andar bene che Chazelle ci svela l’amara verità del contrasto tra sogni e realtà, tra la vita da palcoscenico e la quotidiana vita di coppia.

Con un finale che lascia piuttosto disorientati, questo film ci rivela, con la giusta leggerezza ed a suon di musica, la malinconia che spesso si nasconde sotto una bellissima maschera; la vera protagonista finisce per essere la musica che, opportuna ed adatta ad ogni singola scena, contribuisce a suscitare in chi guarda tutte quelle emozioni e sensazioni che la sola interpretazione dei protagonisti non sarebbe riuscita ad ingenerare.

E’ un musical adatto a tutti i gusti, anche a quelli di chi ai musical risultano “intolleranti”. Consigliatissimo!

SARAH COTTONE 3^BG